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Bilancio Solare

Il cambiamento climatico è uno dei principali temi che si stanno affrontando a livello globale e, considerando i suoi devastanti effetti negli ultimi dieci anni, ne è aumentata la consapevolezza che sta portando le persone a un comportamento più sano e protettivo verso il pianeta. Energia verde, riciclo, sostenibilità, impatto dei prodotti e oggetti di uso comune, nonché scelte di consumo più sostenibili sono diventati temi di grande interesse.

 

Nel nostro “bilancio solare” va fatta una premessa molto importante. La forte e crescente preoccupazione riguardo ai danni indotti dalle radiazioni UV a partire dalla scottatura, passando per il photoaging, fino ad arrivare all’insorgenza del cancro cutaneo, ha portato alla nascita di numerose campagne di sensibilizzazione, create proprio per rendere più consapevoli e preparate le persone riguardo a questo argomento. La conseguenza positiva di questi programmi educativi è stata un aumento nell’uso dei prodotti solari, fatto che può essere tradotto con una maggior prevenzione dei danni da raggi UV, traguardo importantissimo, che non deve essere sottovalutato. D’altro canto, recentemente sono stati condotti numerosi studi per dimostrare che i prodotti cosmetici, soprattutto i prodotti solari, possono avere un impatto negativo sugli organismi acquatici. I più studiati sono i coralli, che stanno subendo notevoli danni a causa proprio del cambiamento climatico. Ciò che li sta danneggiando di più è in primis l’aumento della temperatura media delle acque ed il loro inquinamento. Il fenomeno dello sbiancamento dei coralli è correlato non solo al corallo stesso, ma anche alla qualità microambiente che lo circonda.

 

Molteplici sono quindi i fattori che stanno compromettendo l’ecosistema marino, ma visto che, seppur con incidenza molto minore, uno di questi fattori è la presenza di filtri solari nelle acque marine, è estremamente importante mettere in atto delle azioni per limitare il problema.

 

Sono stati condotti molti studi per investigare la presenza e la concentrazione dei filtri UV nell’acqua e nei fondali marini. Ad oggi i siti analizzati sono ancora pochi, anche se la ricerca sta avanzando in modo molto dinamico. Le concentrazioni di filtri solari individuate nei siti oggetto degli studi, risultano molto variabili e le rilevazioni riguardano principalmente Oxibenzone e Octinoxate. È dunque necessario proseguire con la ricerca, per avere dei dati sempre più realistici della situazione ambientale in corso.

 

Le aziende che vogliono sviluppare prodotti solari più eco compatibili hanno la possibilità di farlo attraverso una scelta accurata degli ingredienti che costituiranno il prodotto finito. Un buon punto di partenza è quello di evitare l’utilizzo dei filtri solari per i quali gli studi scientifici hanno dimostrato con più chiarezza l’impatto ambientale come, ad esempio, Oxybenzone e Octinoxate. Inoltre, una classe di molecole molto importanti sono i booster di SPF. Utilizzare questa tipologia di ingredienti permette prima di tutto di utilizzare una minor percentuale di filtro, garantendo anche una più omogenea applicazione del prodotto solare sulla pelle.

 

Un altro modo diretto ed efficiente per ridurre la dispersione dei prodotti solari nell’ambiente marino è quello di formulare prodotti resistenti o molto resistenti all’acqua. Le textures ultraleggere infatti, sono sicuramente molto piacevoli da applicare, ma hanno inevitabilmente un grado di resistenza all’acqua minore delle emulsioni più ricche e consistenti.

 

Per concludere, oggi la sostenibilità e il basso impatto sull’ambiente sono aspetti che giocano un ruolo sempre più fondamentale nell’avanzamento della tecnologia e della ricerca scientifica. Considerando i dati di impatto ambientale che alcune molecole hanno nei confronti dei coralli e di altri organismi marini, è necessario avere un approccio proattivo e preventivo. Questo però non può assolutamente far distogliere l’attenzione sull’importanza della protezione solare, una scelta di prevenzione che sta giocando un ruolo importantissimo e fondamentale sulla diminuzione dell’incidenza di cancro cutaneo. Non dimentichiamo che la corretta fotoprotezione deve includere l’uso di vestiti protettivi nei confronti dei raggi UV, la ricerca dell’ombra nelle ore più calde, l’utilizzo di cappelli e occhiali e soprattutto l’applicazione accurata dei prodotti solari sulle aree esposte ai raggi UV.

 

La sfida del futuro per il mondo della protezione solare sarà lo sviluppo di prodotti efficaci, sicuri ed eco compatibili per riuscire a lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.